31/10/2023

La nuova legge in Toscana sui camini e le stufe a pellet sotto i 10 kw

La nuova legge in Toscana sui camini e le stufe a pellet sotto i 10 kw

La nuova legge in Toscana sui camini e le stufe a pellet sotto i 10 kw

Accatastamento semplificato e più controlli

Nella regione della Toscana, le leggi relative ai gruppi termici sotto i 10 kW rivestono un'importanza fondamentale per la sicurezza e l'efficienza energetica degli impianti di riscaldamento domestico. In questo articolo, esploreremo le normative toscane riguardanti gli impianti termici con un'attenzione speciale alle stufe a pellet, in particolare esploreremo la legge entrata in vigore lo scorso 15 Marzo 2023. Cosa prevede in sintesi questa legge:

  1. Accatastamento semplificato per gli impianti sotto i 10kw
  2. Tipologie di stufe e camini da accatastare
  3. Eccezioni da tenere in considerazione
  4. Rischi e possibili sanzioni

Perché è importante accatastare un impianto

La Toscana ha introdotto una nuova normativa riguardante gli impianti termici alimentati a biocombustibile solido, come stufe a pellet e caldaie a biomassa, con una potenza utile nominale inferiore a 10 kW. La Delibera n.222 del 06-03-2023, pubblicata sul BURT n. 1 Parte Seconda del 15/03/2023, stabilisce l'obbligo di accatastamento semplificato per tali impianti al fine di monitorarne la diffusione e combattere l'inquinamento atmosferico.

L'obbligo sull'accatastamento semplificato richiede che i responsabili degli impianti (proprietari o inquilini in caso di locazione) provvedano all'accatastamento semplificato degli impianti a biomassa con potenza inferiore a 10 kW presenti nelle abitazioni. L'obiettivo è ottenere dati accurati sulla diffusione di tali impianti e sulle potenziali fonti di inquinamento da particolato fine (PM10) nell'aria.

L'inquinamento atmosferico, causato in parte dagli impianti a biomassa, ha gravi conseguenze sulla salute pubblica. Ad esempio, i camini aperti emettono 840 grammi di PM10 per giga joule, mentre le stufe a legna ne emettono 760 e le stufe a pellet solo 29. In confronto, una caldaia a metano emette solamente 0,2/giga joule. Questi dati dimostrano che, per la stessa quantità di energia prodotta, un camino aperto inquina quanto 4200 caldaie a metano. Pertanto, la Regione Toscana desidera raccogliere informazioni precise sugli impianti a biomassa per migliorare le politiche di contrasto all'inquinamento atmosferico.

Ma quindi quali sono gli impianti da accatastare?

L'obbligo di accatastamento si applica sia ai nuovi che ai vecchi impianti. Tuttavia, le modalità di registrazione differiscono. Se l'impianto è stato installato prima del 15 marzo 2023, il responsabile dell'impianto deve procedere all'accatastamento semplificato. Se invece l'impianto è stato installato dopo tale data, il compito spetta al manutentore o all'installatore, che accederà a una procedura specifica tramite il portale SIERT. In entrambi i casi, è fondamentale conservare la ricevuta di accatastamento. L'obbligo si applica ai camini (aperti e chiusi con inserti), alle stufe e alle caldaie alimentate a biomassa, come legna, pellet o cippato. Le cucine economiche, utilizzate per cucinare e non collegate al riscaldamento, sono escluse dall'accatastamento.

Eccezioni da tenere in considerazione

Sono previste due eccezioni all'obbligo di accatastamento:

  1. Impianti chiusi, dismessi o non funzionanti.
  2. Impianti a biomassa con potenza inferiore a 10 kW utilizzati in modo occasionale e saltuario, a condizione che nell'abitazione non siano presenti altri impianti soggetti all'accatastamento.

In questi casi, è possibile inviare un'auto-dichiarazione per esimersi dall'obbligo, seguendo le procedure previste.

Rischi e possibili sanzioni

La normativa non ha l'obiettivo di penalizzare i cittadini ma di ottenere dati accurati. In caso di mancato accatastamento, verrà fornito un periodo di 30 giorni per adeguarsi. Solo dopo questo termine e in caso di ulteriori inadempienze, saranno applicate sanzioni previste dalla legge.

In sintesi, l'accatastamento semplificato degli impianti termici a biomassa con potenza inferiore a 10 kW è una misura per migliorare la qualità dell'aria e la salute pubblica. La procedura è accessibile e veloce, ed è importante rispettarla per contribuire al contrasto dell'inquinamento atmosferico in Toscana.

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